Relazione al cardinal vicario agostino vallini sullo stato della parrocchia in preparazione al convegno diocesano giugno 2010
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Parrocchia Beato Giovanni XXIII
Pasqua 2010
Premessa
La nostra parrocchia è nata l’8 Settembre 2006 in un nuovo quartiere di Roma Sud. Il quartiere era abitato inizialmente da appena un centinaio di famiglie, in un territorio molto esteso, delimitato dal Grande Raccordo Anulare, da via Cristoforo Colombo, da via di Mezzocammino e dalla via del Mare, tra Torrino e Vitinia.
Abbiamo partecipato alla prima Messa parrocchiale Domenica 22 Ottobre 2006; è stata celebrata per strada, sul marciapiede accanto al terreno di proprietà della Diocesi, dove un giorno sorgerà la Chiesa. Da quel giorno in poi la Messa è stata sempre celebrata, ogni Domenica. L’Eucarestia domenicale è diventata così, necessariamente prima ancora che per scelta, la fonte e il culmine di tutta la settimana parrocchiale; tale abbiamo cercato di mantenerla. Il primo gruppo di fedeli, la cosiddetta “prima comunità”, ha senz’altro interiorizzato questo valore.
Il 31 Marzo 2007, Domenica delle Palme, abbiamo celebrato per la prima volta la Messa al coperto, in un prefabbricato donato alla Diocesi dai costruttori del Consorzio Torrino Mezzocammino, che hanno progressivamente edificato il quartiere. Nella Chiesetta il numero dei partecipanti alla Messa domenicale (il Sabato alle 18.00 e la Domenica alle 11.00) è cresciuto, fino ad arrivare a circa 40 persone. Nell’anno pastorale 2007-2008 abbiamo preparato 6 bambini alla prima confessione ed alla prima comunione e 2 giovani adulti alla cresima.
Nell’Ottobre 2008 sono iniziati, a cura dell’Opera Romana per le Nuove Chiese, i lavori per la costruzione di un edificio sussidiario comprendente il salone – aula liturgica provvisoria, le sale per le attività pastorali e l’abitazione per i sacerdoti.
Nell’anno pastorale 2008-2009 abbiamo preparato 7 bambini alla prima confessione ed alla prima comunione.
Domenica 11 Ottobre 2009, festa liturgica del nostro patrono Beato Giovanni XXIII, è stato inaugurato il nuovo edificio con la Messa presieduta da S. E. Mons. Paolo Schiavon con S. E. Mons. Ernesto Mandara. Il numero dei fedeli presenti alle Messe domenicali continua ad aumentare. Oggi siamo circa 180. La presenza massima finora si è avuta (com’è tradizione a Roma !) la Domenica delle palme: circa 240 persone.
Nell’anno pastorale 2009-2010 abbiamo preparato 21 bambini alla prima confessione e li stiamo preparando alla prima comunione. Stiamo preparando 5 giovani adulti alla cresima.
Ad oggi abbiamo celebrato 25 battesimi (42 battesimi celebrati al 19 Settembre 2010 !) e due funerali ed abbiamo preparato al matrimonio una dozzina di coppie.
Come già scritto in occasione del Convegno Diocesano del 2009, la parola chiave per noi rimane “aggiornamento” (cfr Papa Giovanni XXIII), per indicare la necessità pastorale di riproporre continuamente Gesù Cristo Signore, ieri, oggi e sempre, con linguaggi, metodi, stili adeguati al nostro presente e aperti all’avvenire.
Abbiamo lavorato sui temi proposti, l’Eucaristia domenicale e la testimonianza della carità, all’interno dei gruppi più “vicini” (consiglio pastorale, coro, collaboratori, famiglie dei bambini del catechismo e dell’oratorio, volontari). Abbiamo poi proposto a tutti fedeli adulti un questionario distribuito al termine di alcune Messe domenicali. Al questionario sul tema dell’Eucarestia hanno risposto in 49, e a quello sulla carità in 16.
I. L’Eucarestia domenicale
a) Le Messe domenicali sono due: il Sabato alle 18.00 e la Domenica alle 11.00.
E’ prevista con il nuovo anno pastorale 2010-2011 un’altra Messa domenicale alle 18.00.
La partecipazione dei fedeli all’Eucarestia domenicale, tenuto conto della storia della parrocchia, è soddisfacente; molte persone sono disponibili per i vari servizi e i vari momenti della celebrazione (lettura, preghiera dei fedeli, offertorio, monizioni, accoglienza).
b) Circa due terzi dei fedeli sono assidui nella partecipazione settimanale; poco meno di un terzo partecipa circa due volte al mese; alcuni si affacciano ogni tanto. Spesso sono persone di passaggio, essendo il nostro un quartiere nuovissimo e con persone provenienti da tante zone di Roma e di fuori città. Per chi è più assiduo la Messa è certamente il principale sostegno per tenere alta la qualità cristiana della vita familiare, professionale, civile, sociale.
c) In ogni Messa domenicale o festiva si tiene l’omelia legata alle letture ascoltate e proclamate; nelle Messe feriali c’è un breve pensiero, sempre dopo il Vangelo.
Nel 2006-2007 si è tenuto un ciclo di catechesi liturgica per gli adulti. Il tema è sempre ripreso nel consiglio pastorale e nella catechesi per adulti. Dall’Estate 2007 si tengono campi in cui si approfondiscono temi della vita cristiana e sempre particolare attenzione è rivolta alla Messa, celebrata tutti i giorni.
d) dal Giovedì santo 2007 (ossia non appena la parrocchia ha avuto una prima struttura) la Messa feriale del Giovedì è seguita da un’ora di adorazione eucaristica. Per ora partecipa un piccolo gruppo.
e) la quasi totalità degli intervistati risponde di comprendere le letture bibliche (39 “del tutto”, 10 “in parte”, su 49), di riuscire a seguire l’omelia (48 su 49) e di saper spiegare ad un’altra persona il senso delle preghiere della Messa ( 28 “in parte”, 19 “sì”, su 49).
f) dato che la nostra parrocchia è nata da soli quattro anni, la formazione dei collaboratori è avvenuta altrove: in altre parrocchie, in oratori (Don Bosco, S. Paolo, ecc.), nelle scuole cattoliche (Massimo, Nevers, Fratelli delle Scuole Cristiane, S. Apollinare, ecc.), nelle associazioni (Azione Cattolica, scout, ecc.). Attualmente la formazione è curata dal parroco. Alcuni parrocchiani iniziano a partecipare ad eventi ed attività diocesani e di prefettura (ad esempio i Mercoledì sulla comunicazione presso il Seminario Romano Maggiore, la festa diocesana della famiglia al Divino Amore, le conferenze di prefettura sull’Eucarestia e sulla carità, gli incontri in prefettura di formazione alla carità, ecc.).
g-h) Da quest’anno un Martedì al mese c’è un percorso di lectio divina su brani scelti dell’evangelo secondo Luca.
In ogni riunione degli adulti c’è sempre un riferimento alla Parola di Dio. La catechesi per gli adulti di quest’anno prevede la lectio continua di Marco (in un gruppo siamo arrivati al 10° capitolo e nell’altro al 9°). L’interiorizzazione è sicuramente più difficile, lenta, graduale.
Il parroco sta operando nell’ottica di formare alcune coppie che possano animare nel proprio palazzo un “circolo della Parola”: si tratta di un lavoro a lungo periodo.
i) la nostra esperienza di periferia non ci permette di parlare del numero delle Messe nel centro storico. Senza dubbio alcuni parrocchiani partecipano alla Messa nelle parrocchie vicine. A noi questo non sembra un problema. Molti poi amano frequentare anche periodicamente i santuari, in special modo il Divino Amore, che garantisce sempre la presenza di un confessore.
Un problema pastorale (annoso) invece è rappresentato dalla scelta di alcune scuole cattoliche di preparare gli alunni, nell’orario e nella struttura scolastica, ai sacramenti del perdono, della comunione e della cresima, come anche di celebrare ordinariamente la Messa domenicale all’interno dell’Istituto.
Tutte queste energie e risorse potrebbero essere messe al servizio delle parrocchie, sotto forma di catechisti, educatori, animatori, creando un sistema di rete che avrebbe anche un grande valore nell’ottica della cosiddetta pastorale vocazionale.
Nella nostra parrocchia sono a disposizione per le confessioni il parroco ed un sacerdote studente che abita nel quartiere (don Gabriele Chiruzzi, della diocesi di Matera, che frequenta il primo anno di sacramentaria presso il Pontificio Istituto S. Anselmo). Ma è preziosa soprattutto l’esperienza sacerdotale ed umana di Mons. Armando Nardini, parroco per 33 anni a S. Giovanni Battista De Rossi, che è presente la Domenica dalle 10.15 alle 12.00.
l) sicuramente i segni più positivi sono stati la presenza di tante famiglie al completo, con mamme, papà, bambini, anche molto piccoli, e nonni, e il crescente coinvolgimento dei fedeli.
m) cerchiamo, con l’aiuto di Dio, di vivere in ogni Messa il mistero di Cristo morto per noi e risorto per la nostra salvezza, vivo in mezzo a noi, e di indirizzare così la nostra vita alla carità più autentica, manifestazione visibile della signoria del Risorto, per una gloria sempre maggiore di Dio.
II. La testimonianza della carità
a) dalla partecipazione assidua all’Eucarestia ci sembra che nasca una maggiore testimonianza, soprattutto nella scuola, come genitori, e sul lavoro, in particolare sotto la forma di proposta: “vieni a vedere”.
b) partecipiamo con un piccolo gruppo alle iniziative della prefettura in ordine alla formazione degli operatori della caritas.
c) attualmente non ci sono nella nostra parrocchia diaconi permanenti.
d) l’animazione della carità è affidata al parroco insieme al consiglio pastorale ed al gruppo dei collaboratori più stretti (la “prima comunità”).
e-f) la nostra caritas parrocchiale è appena all’inizio.
g) in occasione della festa patronale (11 Ottobre, beato Giovanni XXIII) c’è la tradizione di organizzare degli incontri culturali.
h) gli insegnanti presenti nella nostra parrocchia solitamente seguono con assiduità il cammino comunitario.
i) gli universitari presenti nel quartiere sono poche unità. Due si impegnano molto come educatori nell’oratorio.
l) i pochi medici presenti nel quartiere sono sensibili al cammino cristiano e partecipano alle varie iniziative.
m) stiamo cercando persone in grado di compiere un servizio a favore dei sofferenti, in particolare come ministri straordinari dell’Eucarestia.
n) gli immigrati presenti nel quartiere appartengono alla fascia delle persone straniere integrate e bene inserite. Invece nei cantieri lavorano molti stranieri come manovali ed operai, alcuni dei quali vivono nei cantieri stessi senza le loro famiglie, ma finora non si è riusciti ad andare al di là di un saluto da parte del parroco,o di visite per gli auguri natalizi e pasquali.
o) stiamo lavorando per educarci ad uno sguardo più attento, in profondità (verso i bisogni e i disagi nascosti, all’interno della città di Roma) ed in ampiezza (verso le esigenze della Chiesa universale). La presenza domenicale di Mons. Nardini aiuta le persone che gli si avvicinano per la confessione o per la direzione spirituale a crescere nella dimensione caritativa e missionaria.
p) nella nostra parrocchia non ci sono (ancora) gruppi, movimenti, associazioni, cammini. Il parroco e gli educatori dell’oratorio si stanno muovendo in direzione della creazione dell’Azione Cattolica, partendo dall’ACR. Sono stati presi contatti con i gruppi scout della zona.
L’impegno del parroco verso le persone in difficoltà attraverso la onlus Casa S. Anna, particolarmente verso le mamme con bambini, gli uomini in disagio psicologico e da dipendenze, e le famiglie con problemi economici, ha contribuito ad avvicinare molti parrocchiani al mondo della povertà ed allo stile della condivisione. Noi riteniamo che questa apertura reale e concreta della parrocchia verso la carità sia di grande significato e possa essere occasione di crescita umana, spirituale, ministeriale e vocazionale.
q) la cosa che più sembra colpire chi si avvicina alla nostra comunità è l’accoglienza ed il clima di festa che si realizza ogni Sabato in oratorio ed ogni Domenica nella celebrazione eucaristica.
Nella consapevolezza dei nostri limiti affidiamo queste poche pagine alla misericordia di Gesù buon Pastore, perché tutto sia per la maggior gloria Sua e per la venuta del Suo regno.